giovedì 12 gennaio 2017

Romanzo: Le Otto Montagne

"La montagna non è solo neve e dirupi, creste, torrenti, laghi, pascoli. La montagna è un modo di vivere la vita. Un passo davanti all'altro, silenzio, tempo e misura. Lo sa bene Paolo Cognetti, che tra una vetta e una baita ambienta questo potentissimo romanzo."


Con questo post voglio dedicare uno spazio anche ai libri di montagna; un settore di nicchia ma che riserva sempre molti titoli a disposizione di amanti di questo genere di lettura.
Oggi vi voglio parlare dell'ultimo libro, fresco di lettura e da poco presente nelle migliori librerie.
Le Otto Montagne, Romanzo edito da Einaudi, caso letterario prima ancora della pubblicazione (è già stato venduto in 22 Paesi, cosa rara per un romanzo italiano) è la terza opera montanara di Paolo Cognetti, dopo Il ragazzo selvatico e alcune ispirazioni di A pesca nelle pozze più profonde

È il racconto di un apprendistato all’amicizia e alla vita, attraverso il rapporto tra Pietro, il protagonista, e Bruno, un ragazzino che abita nel paesino ai piedi del Monte Rosa, dove Pietro e i genitori trascorrono l’estate. Bruno è nel suo habitat (cura le vacche e in agosto parte con i parenti per raggiungere un alpeggio), mentre Pietro è un ragazzino di città, che viene iniziato all’amore per la montagna dalla madre, assistente sociale, e dal padre, un uomo irrequieto confinato alla prigione del lavoro in città, spesso imperscrutabile, ma capace di grandi dolcezze.

Con questo bellissimo romanzo Paolo Cognetti dimostra tutto il suo talento di giovane scrittore che con questa opera conferma ormai la sua piena maturità in questo settore narrativo. Oggi quando parliamo di romanzi di montagna la prima cosa che viene in mente è Mauro Corona, ma per fortuna non esiste solo lui nel panorama odierno. Cognetti usa in questo racconto vero ed elegante i temi più universali come il paesaggio, l’amicizia e il diventare adulti, un mix riuscito alla perfezione che sa emozionare e sono sicuro che molti appassionati lettori nel leggerlo sentiranno almeno in parte di appartenere a questa storia.

in foto l'autore Paolo Cognetti

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