sabato 14 gennaio 2017

Mondiali di sci Cortina 2021 tra rischi e opportunità

Correva l'anno 1956 e Cortina d'Ampezzo si fece conoscere in tutto il mondo quale località internazionale di montagna soprattutto invernale, cioè una stazione sciistica moderna ed accogliente con un contorno che poche altri luoghi montani possono vantare, con le cime Dolomitiche, quelle con la D maiuscola, come Tofane, Cristallo, Pomagagnon, Cinque Torri, Croda da Lago, Sorapiss e molte altre che le fanno da corona in questa spettacolare conca.
Grazie a quell'evento l'industria dello sci iniziò a decollare anche in Italia e molte località iniziarono a svilupparsi ma prima di tutto iniziò a crescere un turismo diffuso soprattutto nell'Ampezzano appunto; si costruiscono in quel periodo piste, alberghi, seconde case e aumenta di pari passo il traffico automobilistico grazie al crescente numero di arrivi.
Erano tempi diversi, eravamo in pieno boom economico e il turismo in Italia aveva bisogno delle sue icone per attirare gente e farsi pubblicità.
Oggi molte cose sono cambiate, il turismo, che rappresenta la prima industria del Paese, è maturo e diffuso in moltissime località di montagna come di mare, di collina, di lago, di pianura.
Oggi le Alpi sono fin troppo affollate in ogni posto, soprattutto nelle Dolomiti dove solo il nome è sinonimo di Bellezza, Accoglienza, Moda, Tradizioni, Glamour.
Dopo anni vissuti di rendita sull'evento olimpionico del secolo scorso Cortina ci riprova, e dopo diversi tentativi di candidatura è riuscita nell'intento e nel 2021 ospiterà i Mondiali di Sci Alpino Maschile e Femminile. C'è molta attesa e molto fermento dietro questo grande evento internazionale, soprattutto nel mondo sportivo e imprenditoriale Bellunese.
Sono previsti 14 giorni di gare, oltre 600 atleti da 70 nazioni, sono attesi 230 mila spettatori, molti dei quali da Est Europa, dalla Scandinavia, dagli Stati Uniti ma anche dalla Cina, con la certezza di portare quindi un enorme afflusso di turisti in Dolomiti e poi diretti anche a Venezia e in altre celebri località.
E allora sulla scia di questo si punterà a rinnovare impianti di risalita, allargare piste, migliorare piazze e vie della città, sbloccare così opere da tempo in progetto come la nuova piscina, un aeroporto in località Fiammes, e magari riuscire finalmente a portare avanti progetti quasi dimenticati come il Treno delle Dolomiti che da Calalzo potrebbe collegare nuovamente Dobbiaco e l'Alto Adige e infine il prolungamento dell'autostrada A27 ferma da troppi anni al casello di Belluno e puntare finalmente al collegamento tra Venezia e Monaco per la gioia degli imprenditori locali e regionali.
Lasciando per un momento da parte i potenziali vantaggi sostenuti dal gruppo promotore, proviamo ad analizzare l'evento sotto un altra veste.
Per prima cosa, aveva bisogno la località Cortina d'Ampezzo di un aumento di visibilità? Non bastava la fama già decennale dovuta alla bellezza intrinseca dei luoghi e alla presenza delle Dolomiti da poco dichiarate Patrimonio UNESCO dell'Umanità per consolidare il valore turistico del comprensorio?
La capacità di una grande manifestazione sportiva di promuovere una località a lungo termine si può in via di principio misurare sulla base della trasformazione del grado di notorietà, dell'immagine e del numero dei pernottamenti di una regione organizzatrice (R. Kaspar, 1986). E' dimostrato che un evento di questa portata può produrre un consolidamento e/o una crescita moderata del movimento turistico in un comprensorio turistico già ben avviato come può essere Cortina d'Ampezzo e di sicuro nessun beneficio per tutte le altre località turistiche della regione montana del bellunese.
Sono ben note invece le conseguenze e gli effetti provocati dalle grandi manifestazioni sportive invernali sulle località ospitanti, in particolare per gli impatti potenziali sull'ambiente.
Esempi negativi sono sotto gli occhi di tutti, per esempio con le Olimpiadi invernali di Albertville (1992) e/o quelle di Lillehammer (1994) che hanno portato alla perdita di ambienti naturali di valore.

La globalizzazione dei media, gli interessi economici dei privati, le dimensioni stesse delle manifestazioni sempre più mastodontiche, il conseguente aumento esponenziale del pubblico e degli addetti ai lavori, la possibilità di apportare investimenti e infrastrutture per l'economia locale e non ultima la pubblicità dei politici coinvolti dall'evento, hanno fatto in modo che queste grandi manifestazioni sportive abbiano conseguenze dirette ed effetti collaterali che inizialmente non era possibile prevedere.
Rispetto ad indubbi effetti positivi nel breve periodo ci sono per esempio spesso costi a lungo termine (manutenzione degli impianti sportivi, rimborso di debiti di contratti, etc.) che talvolta hanno portato addirittura alla bancarotta dei comuni. Un ulteriore aspetto politico è costituito dai soggetti che utilizzano il profilo mediatico di una manifestazione per far valere i propri interessi (che non hanno nulla a che fare con l'evento sportivo).
Le conseguenze pertanto possono essere negative se valutiamo i diversi tipi di impatti sull'ambiente nell'accezione più ampia del termine e che vanno a interessare numerosi ambiti: costruzioni di impianti e strutture ricettive (danni al paesaggio), infrastrutture viarie (consumo di suolo), problemi dei trasporti (traffico, inquinamento, sicurezza), approvvigionamenti energetici (aumento del fabbisogno di energia), problema dei rifiuti, finanziamenti (reperimento dei fondi ed indebitamento), costi ambientali (innevamento artificiale, costi ecologici e socioculturali).
(Dati forniti da CIPRA)
 

Per fortuna oggi è cresciuta l'attenzione per questi temi ed ormai risulta essenziale garantire durante l'organizzazione di grandi manifestazioni condizioni che garantiscano uno svolgimento compatibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico, con l'obiettivo di uno sviluppo sostenibile.
A tal propositi bisogna dire che per i Mondiali Cortina 2021 è stata per fortuna sottoscritta una "Carta di Cortina" tra il Coni, la Regione Veneto, il Comune di Cortina, la Fisi, la Fondazione Dolomiti Unesco e il Ministero dell'ambiente con l'impegno: di assicurare che l'evento sportivo sia sostenibile dal punto di vista ambientale, tenga in considerazione la vulnerabilità del territorio alpino in relazione ai cambiamenti climatici in atto, si riducano al minimo gli impatti diretti ed indiretti all'ambiente, venga avviato un processo partecipativo con le comunità locali e venga avviato un programma di educazione allo sviluppo sostenibile nelle scuole.
Allora speriamo davvero che questo evento sportivo e mediatico rimanga tale e non venga strumentalizzato per investimenti non sostenibili in grado di cagionare ulteriori danni ambientali e sociali ai luoghi ospitanti, auspicando altresi' che si possa invece sviluppare in futuro forme di turismo diffuse per tutta la montagna Bellunese e Veneta puntando a valorizzare le risorse locali e incentivando attività slow, attività culturali, artigianali ed eno-gastronomiche rispettose dell'ambiente e della vita della gente che vi abita.

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